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CANI



E' vero che i cani si pentono quando fanno qualcosa che non dovrebbero?
In realtà non si può parlare di pentimento, ma soltanto di paura. Un cane che " infrange le regole" si comporta in modo stranamente sottomesso e questo perché reagisce alla rabbia crescente del suo padrone, riuscendo a captarne la successiva esplosione. Quando manifesta un atteggiamento affettuoso, ma al tempo stesso colpevole, prima ancora di essere scoperto, questo si spiega con il fatto che l'animale ha appreso che certi comportamenti gli sono vietati ed è quindi consapevole di aver fatto qualcosa di sbagliato.
Tutto ciò rivela una profonda conoscenza delle regole sociali da parte del cane.

Come si comportano i cani per far capire che vogliono giocare?
I cani si servono di molti segnali d'invito al gioco, il più famoso dei quali è il cosiddetto "inchino": in questo caso, l'animale si flette con la metà anteriore del corpo mantenendo sollevata quella posteriore. Se l'altro cane risponde, inizia un finto inseguimento o una finta fuga. In un altro caso, questi animali, assumono un'espressione simile al sorriso umano: le labbra sono tirate indietro e gli angoli della bocca arrivano quasi alle orecchie, le mascelle sono leggermente aperte senza mostrare i denti. Il cane inoltre, può incitare a giocare dando delle nasate, muovendo la zampa o portando un oggetto. E' importante che i cani da piccoli abbiano imparato a giocare mordendosi delicatamente, senza procurarsi ferite, poiché in caso contrario potrebbero, da adulti, far male ai compagni trasformando il gioco in lite.



Perché a volte i cani rincorrono la propria coda?
Quel che può apparirci come un gioco, può invece nascondere una diversa natura, come in questo caso. Il cane è un animale estremamente socievole, ma se vive in un ambiente noioso e privo di compagnia soffre molto e cerca di rimediare alla solitudine provando a divertirsi con altri sistemi e cioè, ad esempio, utilizzando come compagna di gioco la propria coda. Se questo comportamento avviene saltuariamente non c'è di che preoccuparsi, ma se si ripete spesso vuol dire che il cane ha bisogno di mutamenti nella propria esistenza, poiché l'ambiente in cui vive non va bene per lui, non consentendogli di esprimere il proprio istinto alla socialità

Le orecchie cascanti diminuiscono l'udito del cane?
In effetti il cane con le orecchie cascanti ha una maggiore difficoltà rispetto a quello con le orecchie dritte, ad individuare la provenienza dei suoni e a determinarne la precisa direzione, specialmente se il suono è di lieve entità. Diverse razze di cani da caccia, tra cui il bracco, presentano questa caratteristica. In questi animali sembra che le orecchie cascanti siano state create appositamente, per far sì che non si distraessero con suoni provenienti da lontano e si concentrassero, invece, sulla ricerca delle prede utilizzando esclusivamente la vista e l'olfatto, per fiutare le tracce.

Com'è nata l'espressione "hot dog"?
Quando, all'inizio del XX secolo, i New York Giants disputavano le loro partite di football, l'americano Henry M. Stevens pensò di distribuire tra le folle presenti allo stadio dei lunghi panini riscaldati, farciti con un wurstel. Il nome hot dog venne dato a questi panini dal disegnatore di vignette sportive P.A. Dorgan. Egli raffigurò un panino con dentro un bassotto, associando il wurstel a questo cane, che era anch'esso lungo e tedesco.

Come interpreta il cane la parte affettuosa del suo padrone?
Si tratta per il cane di un gesto molto gratificante perché é sentito come una forma di sottomissione nei suoi confronti. E' un contatto fisico che lo fa sentire rassicurato, ricordandogli le nasate della madre nei primi mesi di vita e l'atteggiamento che adotta un cane dominante per metterlo a suo agio. Se poi alla pacca segue una carezza, l'animale ricorda quando da cucciolo veniva leccato dalla mamma nei loro primi momenti passati insieme.



Perché i cani amano dormire sul letto dei padroni?
Dietro questo desiderio c'è una grande manifestazione d'amore da parte del cane, che sente il bisogno di accoccolarsi vicino al corpo del suo padrone. I cani rimangono degli eterni cuccioli e considerano una specie di "madre adottiva" la persona che li accoglie e li cura. Purtroppo diventa complicato permettere al cane di dormire sul letto e il modo migliore per non farlo sentire solo durante la notte, specialmente se non ha la compagnia d'altri cani, è quello di consentirgli di rimanere il più vicino possibile alla propria stanza.

Perché il cane sventola la coda?
Non é possibile attribuire un unico significato al movimento della coda. In genere vuol dire che l'animale é dibattuto, non sa cosa fare, vorrebbe rimanere ed al tempo stesso andarsene. Il tipo di movimento varia da cane a cane. Quando l'animale è sicuro di se ha la coda dritta, se esprime sottomissione, dimena la coda in modo ampio e rilassato. Più il cane è remissivo e più tiene la coda bassa durante il dimenamento. Quando l'animale sventola la coda emana dei segnali odorosi. Nel caso di un animale molto sicuro di se, essendo la coda posizionata in modo eretto, l'emissione data dal rapido sventolamento è maggiore. Per cui questo movimento rappresenta anche un elemento di comunicazione tra cani piuttosto rilevante.

Esiste un cane che non abbaia?
il "bansenji" (o cane africano che non abbaia). Si tratta di un piccolo animale, del tutto silenzioso, addestrato alla caccia in muta. Non è stato addomesticato e non è un cane da guardia. Quando si lancia verso la sua preda per morderla non ha bisogno di abbaiare, non sentendo la necessità di richiamare l'attenzione altrui.



E' vero che i cani vedono solo in bianco e nero?
Non esattamente. In realtà questi animali distinguono una porzione dello spettro visibile, vale a dire alcuni colori. I loro fotorecettori, cioè le cellule che riconoscono i colori stessi, sono sensibili esclusivamente alle tinte blu e a quelle giallo-rosse, non distinguendo, al contrario, tutte quelle che tendono al giallo-verde. I tre tipi di fotorecettori caratteristici dell'occhio umano, invece, riescono a percepire l'intera gamma dei colori visibili.

Perché il cioccolato fa male ai cani?
Nella formula del cioccolato sono presenti due sostanze eccitanti, la teobromina e la caffeina, che, se ingerite in notevoli quantità da un cane, possono agire sul suo sistema nervoso in modo molto pericoloso. Gli effetti vanno dai riflessi rallentati alle convulsioni, fino al coma e, nei casi più gravi, alla morte. Se si vede il proprio cane mangiare della cioccolata, è necessario portarlo al più presto dal veterinario, che cercherà di farlo vomitare e gli somministrerà dei medicinali capaci di neutralizzare tali sostanze nocive.

Perché i cani di piccola taglia riescono a spaventare quelli molto più grossi di loro?
Non si tratta di paura, ma un effetto della selezione operata dall'uomo, che ha creato, dalla stessa specie, razze piccolissime o molto grandi. Questo fa sì che il cane di grossa taglia consideri quello piccolo non un suo pari, con cui eventualmente confrontarsi, ma un cucciolo, rispetto al quale dei comportamenti innati inibiscono generalmente ogni forma di violenza o aggressività.

Il cane abbaia per manifestare aggressività?
No, l'abbaiare è, nel lupo, da cui il cane discende, un segnale d'allarme. Segnale che avverte gli altri membri del gruppo di una situazione potenzialmente pericolosa per il gruppo stesso, e in particolare per i cuccioli. Nel cane, come nel lupo, un eventuale attacco è compiuto in silenzio e senza alcun segnale di preavviso, proprio per contare su un efficace effetto sorpresa.

Perché i cani, al contrario dei lupi, ululano molto raramente?
L'ululato, nel lupo, è uno strumento che aumenta la coesione del branco, e permette ai suoi componenti di sincronizzare le uscite di caccia collettive. Lo stile di vita del cane, che non ha bisogno di cacciare, ricevendo il cibo dal suo padrone, rende l'ululato "sociale" del tutto inutile, tanto da far praticamente sparire questo comportamento nei cani domestici.

Perché i cani, per orinare, alzano la zampa?
Orinare nei cani, in particolare nei maschi, ha il preciso significato di marcare il proprio territorio. L'alzata della zampa permette non solo di lasciare dei segnali su degli oggetti verticali, che conservano meglio del terreno tali tracce, ma anche di posizionarli all'altezza del naso di altri cani. La presenza di oggetti verticali, inoltre, costituisce dei segnali di riferimento per tutti i cani, che li utilizzano, annusandoli, per verificare la presenza o meno di possibili concorrenti sessuali, alimentari o semplicemente di rango. Nelle femmine, infatti, l'alzata della zampa avviene molto raramente, e mai in modo così plateale come nel caso dei maschi.

Perché alcuni cani da caccia "puntano" la loro preda?
Si tratta di un comportamento che l'uomo è riuscito a selezionare, a suo favore, da quello tipico di un branco di lupi in caccia. Questi animali, infatti, appena avvertito l'odore della preda s'immobilizzano, per permettere agli altri componenti del gruppo di percepirlo a loro volta. Questo fino a quando tutti gli esemplari sono "sincronizzati" sulla medesima traccia odorosa, e possono dare, quindi, inizio alla seconda fase della caccia stessa. Proprio tale "pausa" è stata fissata dagli allevatori di cani da caccia, rendendola una caratteristica di razze quali il setter inglese.



GATTI

Che cosa manifestano i gatti facendo le fusa?
Già dalla prima settimana di vita il gattino si scambia le fusa con la sua mamma. Mentre si allatta esprime la sua gratitudine e le fa capire che tutto sta andando bene. Il fenomeno delle fusa deriva quindi da questo primo rapporto ed il gatto se ne serve per dimostrare un atteggiamento amichevole nei confronti dei suoi simili o degli esseri umani. Non bisogna però credere che l'animale voglia sempre esprimere una condizione di felicità, perché anche i gatti molto malati, feriti e persino moribondi sono soliti fare le fusa per manifestare il proprio bisogno d'affetto e la propria riconoscenza.

Qual è il tipico rituale di benvenuto dei gatti?
Di solito il gatto, all'arrivo del padrone, si dirige verso di lui strusciandosi sulle sue gambe. Questo movimento consente all'animale di effettuare uno scambio d'odori. Sulle tempie, gli angoli della bocca e alla base della coda si trovano delle ghiandole odorifere che gli consentono di avvertire l'odore del padrone che poi, mettendosi a sedere, assapora e interpreta leccandosi il pelo. A sua volta il gatto lascia la propria scia odorosa. Questo scambio d'odori permette al gatto di sentirsi più a suo agio con il suo padrone.

Com'è nato il detto sulle "nove vite" dei gatti?
Nei tempi antichi il numero nove era considerato il più fortunato, poiché rappresentava la trinità della trinità. Data la grande capacità di ripresa e di resistenza del gatto si è ritenuto che quest'animale fosse decisamente fortunato al punto da crederlo dotato di più vite, appunto nove.



Perché a volte i gatti fanno delle espressioni quasi di disgusto?
Quando il gatto fa questa smorfia significa che sta apprezzando un odore particolare.
Spesso reagisce in questo modo quando avverte l'urina delle gatte in calore. Il gatto si ferma all'improvviso, ritrae il labbro superiore ed infine apre appena la bocca. Questo felino si serve del suo sesto senso, un organo situato nel palato che appare come un piccolo tubicino e che arriva alla bocca, dietro l'arcata superiore. Questo è un organo sensibile alle sostanze chimiche trasportate dall'aria e se noi riusciamo a guardare all'interno della bocca, possiamo vedere come il felino sbatta la lingua sopra il palato per catturare totalmente l'odore che tanto lo attira.

E' vero che nell'antico Egitto il gatto era considerato un animale sacro?
Per gli antichi egizi, i gatti erano davvero preziosi, utilissimi nella distruzione degli animali nocivi per gli enormi granai. Chi uccideva uno solo di questi felini era punito con la morte. Se un gatto moriva si osservava il rituale del lutto, il suo corpo veniva imbalsamato, avvolto in bende colorate e il muso ricoperto da una maschera di legno. Alcuni venivano conservati in involucri di paglia e altri posti in sarcofaghi a forma di gatto. A sigillare l'immensa stima per questo animale, in Egitto esisteva persino un tempio in suo onore, dove ogni anno si partecipava ad un sacro festival dedicato alla dea dei gatti "Bastet", dal nome della cittadina "Bast" che ospitava il tempio.

Perché il gatto muove la testa "a ritmo alternato" verso destra e poi verso sinistra?
Così facendo il felino riesce a capire quanto disti da lui la sua preda. Quando si trova vicino alla vittima il gatto può vederla soltanto in modo sfocato, ma effettuando quel movimento è in grado di focalizzarla perfettamente. Il balzo per catturare la preda deve essere preciso per non fallire.

E' vero che i gatti riescono a vedere nell'oscurità?
In realtà non è proprio così. Nel buio il gatto riesce ad orientarsi grazie ai rumori, agli odori e alla sensibilità dei propri baffi. E' vero invece che il felino, nella semi oscurità, è capace di vedere oggetti che l'uomo non potrebbe mai individuare. Il gatto è in grado di intensificare l'immagine, utilizzando un minimo raggio di luce. Nella parte posteriore dell'occhio si trova, infatti, un "tapetum lucidum" che agisce come uno specchio, rinviando i raggi di luce alle cellule della retina.

Come fanno i gatti a cadere senza ferirsi?
Esiste in questi animali un "meccanismo di raddrizzamento" senza il quale potrebbero rompersi la spina dorsale, soprattutto cadendo da diversi metri d'altezza. Nel momento in cui cade il gatto si trova a pancia in su, ma dalla parte anteriore del corpo comincia automaticamente un avvitamento che serva a riportarlo nella posizione corretta. Subito il gatto ruota la testa verso il basso e protegge il muso con le zampe, la metà anteriore del corpo segue poi il capo. Per ultimo il felino piega le zampe posteriori per far sì che il corpo sia pronto a toccare terra. Una volta raddrizzatosi completamente, l'animale distende le zampe, inarca la schiena per diminuire l'impatto e fa girare come un'elica la coda per ottenere un effetto di bilanciamento

Qual è l'origine del Burmese?
Il tenero Burmese dal mantello nocciola, che vede in Thailandia la sua madre patria, era venerato come una divinità, era ospitato in un tempio e la sua storia fu "cantata " in un antico manoscritto, attualmente conservato nella Biblioteca di Bangkok, Il libro dei poemi del gatto. Secondo la tradizione era dotato di particolare spiritualità, che gli consentiva il contatto diretto con gli dei e gli assicurava, tutto sommato, una vita di agi all'interno dei templi.


Perché i gatti perdono il pelo soprattutto d'estate?
La termoregolazione dei gatti, essendo questi animali sprovvisti di ghiandole sudoripare, è affidata all'incessante opera di leccaggio del proprio mantello, che tramite l'evaporazione della saliva, permette un abbassamento della temperatura corporea durante la stagione calda. Quando tale comportamento diventa insufficiente, l'animale inizia a perdere il pelo, attivando così l'unico mezzo a propria disposizione per migliorare il raffreddamento del corpo.

Cos'è l'erba gattaria?
L'erba gattaria (Nepeta cataria) è una pianta selvatica appartenente al gruppo delle Mentacee, diffusa un po' ovunque, in Italia. Le sue foglie contengono un principio attivo, il nepatalactone, rispetto al quale i gatti, in particolari quelli d'età superiore ai tre mesi, sono particolarmente sensibili. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che tale sostanza è notevolmente somigliante, dal punto di vista chimico, ad un principio presente nell'urina delle gatte. Annusata, masticata o ingerita dai gatti maschi, provoca loro un aumento della salivazione e un generale stato di sovreccitazione, che porta gli animali a rotolarsi, a saltare e a cercare degli oggetti da graffiare.

I gatti possono comunicare fra di loro?
Certamente, disponendo questi animali di un ricco repertorio di suoni, oltre che di una discretamente elaborata mimica facciale e del corpo, che gli consentono di esprimere innumerevoli messaggi diretti ai loro cospecifici. I suoni vanno dal classico "fare le fusa", che indica appagamento e felicità, ai miagolii legati all'eccitazione sessuale, a quelli indicanti disagio psichico e fisico. Lo sfiorarsi il naso ed annusarsi è un modo, invece, di stabilire un contatto amichevole con un altro gatto, mentre la coda tenuta sollevata è un segnale di saluto, al contrario di quella ondeggiante, che indica indecisione e tensione. Un'ampia gamma di comportamenti, quindi, attraverso i quali i gatti si relazionano fra di loro.

Perché nei gatti sono solo le femmine a poter avere il pelo di tre colori diversi?
La risposta ce la dà la genetica. La colorazione tricolore è, infatti, codificata all'interno dei due cromosomi X (che, insieme con quelli Y, determinano il sesso nell'individuo). I geni che esprimono quella bianca e rossa sono, infatti, espressi su di un cromosoma X, e quelli che codificano la colorazione nera sull'altro. Nei gatti, come in molti altri animali, uomo compreso, il doppio cromosoma X è caratteristico delle femmine, mentre la coppia XY caratterizza i maschi. Questo rende possibile, quindi, la manifestazione di tutti e tre i colori del mantello solo nelle femmine.

Possono gatti appartenenti ad una stessa cucciolata, avere padri diversi?
E' un fenomeno raro, ma può accadere. E' chiamata "superfecondazione" ed indica che la gatta femmina si è accoppiata con gatti maschi diversi prima che avvenisse l'ovulazione. Quando gli ovuli sono rilasciati nelle ovaie, la fecondazione può avvenire da parte di sperma appartenente a gatti diversi. Questo nella pratica avviene molto di rado, poiché, in genere, è un solo maschio, quello dominante del gruppo, ad accoppiarsi con la femmina in calore, non consentendo agli altri di farlo.

Perché i gatti spesso cercano un oggetto contro cui affilare le unghie?
Questi animali non affilano le proprie unghie ma, nel caso di quelle delle zampe anteriori, si liberano dei vecchi astucci cornei, lo strato esterno dell'unghia stessa, con quella che può essere considerata una sorta di "muta". Per facilitare questa manovra, il gatto cerca un oggetto adatto, e vi si accanisce fino a quando non raggiunge il suo scopo. Nel caso delle unghie delle zampe posteriori, invece, le vecchie unghie sono strappate a morsi.

Perché la pupilla, negli occhi dei gatti, si chiude fino a diventare una stretta fessura verticale?
Essendo il gatto un predatore essenzialmente notturno, le sue capacità visive sono molto sviluppate. La forma verticale della pupilla permette, quindi, una migliore regolazione dell'afflusso di luce, rispetto a quella consentita da una pupilla a forma circolare. Ciò permette al gatto di non rimanere "accecato" in caso di forte luminosità diurna, aiutato in questo anche dalla possibilità di ridurre l'afflusso di luce alla retina tramite il parziale abbassamento della palpebra. Quest'ultima interagendo con un angolo di 90° con la pupilla verticale, gli consente una precisa messa a fuoco degli oggetti in ogni condizione di luce.

A cosa servono i "baffi" del gatto?
I baffi del gatto, noti come "vibrisse", rappresentano un raffinato sistema di percezione sensoriale, che l'animale utilizza per muoversi e cacciare al buio. Queste vere proprie "antenne", sono, infatti, sensibilissime agli spostamenti d'aria e ai micro vortici provocati da eventuali oggetti presenti nell'ambiente attraverso cui l'animale si muove. Ciò consente a questi felini di costruirsi un'immagine notturna del proprio territorio di caccia, pur non essendo in grado di vederlo. Le vibrisse, inoltre, sono indispensabili nella fase dell'attacco e dell'uccisione della preda, i cui movimenti sono monitorati costantemente da tali particolarissimi peli. E' stato dimostrato, infatti, che esemplari di gatto con vibrisse mancanti o danneggiate, hanno grosse difficoltà a catturare ed uccidere rapidamente la preda nell'oscurità.

Perché i gatti inarcano la schiena se incontrano un cane?
Si tratta del cosiddetto atteggiamento "terrifico", comune in moltissime specie d'animali appartenenti ai gruppi più diversi. Il gatto, di fronte ad un suo potenziale predatore o in ogni caso aggressore, quale un cane sconosciuto o aggressivo, inarca la schiena ad U, rizza il pelo e distende completamente gli arti, ponendosi di traverso rispetto al cane, cui appare, così, molto più grande di quanto, in effetti, esso non sia. Contemporaneamente il felino emette un soffio, come potrebbe fare un serpente. Se si decide di passare all'attacco, questo soffio ha un picco istantaneo di volume, che ne aumenta ulteriormente l'effetto impressionante.



UCCELLI

Perché i pappagalli parlano?
In natura questi animali sviluppano complessi rapporti sociali con gli altri individui della propria specie, e formano spesso coppie stabili. La capacità di imitare perfettamente i vocalizzi del partner contribuisce alla creazione di un linguaggio "personalizzato", che rafforza l'unione. Ciò è, peraltro, possibile, poiché le aree cerebrali destinate alle funzioni superiori sono, in questi uccelli, particolarmente sviluppate, permettendogli performance intellettive fuori della norma, rispetto non solo agli altri uccelli, ma anche a molti mammiferi.

Perché gli uccelli, volando, osservando una formazione a "V"?
La risposta riguarda la dinamica del volo. La spinta delle ali verso il basso, infatti, crea una corrente verso l'alto, detta ascensionale, che segue l'animale durante il volo stesso. Questo consente a quello che immediatamente lo segue nella formazione a V di sfruttare tale spinta verso l'alto, risparmiando preziose energie.

Gli uccelli ricostruiscono i loro nidi ogni anno?
Non sempre e non in tutte le specie. Spesso, in quelle in cui il maschio e la femmina costituiscono una coppia fissa e stabile, il nido è rioccupato anno dopo anno. Nel caso di morte del partner, in genere è la femmina a riutilizzare il medesimo nido con il suo nuovo compagno. Nel caso dei figli, invece, il fenomeno ella dispersione sul territorio dei nuovi nati, rende quasi impossibile che questi tornino ad occupare il nido costruito dai genitori.

Come fanno i rapaci notturni, ad esempio la civetta, a vedere al buio?
Pur avendo una vista più acuta di quella di molti uccelli diurni, la civetta (Athene noctua) in realtà localizza le proprie prede, anche nella più totale oscurità, mediante un sofisticato apparato uditivo. La sua testa può ruotare con angolazioni sorprendenti, così come l'antenna di un radar. Questo, e la posizione non simmetrica dei canali uditivi sul cranio, aiutano l'animale a localizzare con estrema esattezza la provenienza dei suoni, anche i più deboli, come il fruscio di un topo fra l'erba, sia in senso verticale sia orizzontale.

E' vero che i fenicotteri allattano i loro pulcini?
Pur non trattandosi di vero allattamento, che è una caratteristica dei mammiferi, i fenicotteri (Phoenicopterus sp.) nutrono i loro piccoli con una speciale secrezione dell'esofago che, dal becco dei genitori, è direttamente versata in quello dei piccoli. Di colore rosso sangue, questa secrezione è costituita da carboidrati, proteine, grassi e carotenoidi, i pigmenti che conferiscono al piumaggio dell'animale il caratteristico colore rosa.

Perché alcuni uccelli simulano di essere feriti, quando si trovano di fronte ad un predatore?
Si tratta di un comportamento, in genere, mirato a proteggere la prole. La passera scopaiola comune (Prunella modularis), ad esempio, che vive nelle regioni montane a notevole altitudine, alla presenza di un carnivoro come la volpe, finge di essere ferita, zoppicando e aprendo stentatamente un'ala, come se fosse rotta. In questo modo riesce ad allontanare il predatore dal nido contenente le preziose uova, e a salvarsi la vita, volando via quando quest'ultimo si era probabilmente convinto di poter catturare con facilità la sua preda.



PESCI

E' vero che alcuni pesci depongono le proprie uova all'interno delle conchiglie?
Si, sono dei Ciclidi, un gruppo di pesci d'acqua dolce molto amato dagli acquariofili. Le specie con questo curioso comportamento riproduttivo sono note appunto come "Ciclidi malacofili" e vivono nei grandi laghi Africani (Tanganica, Malawi). Quelle più conosciute dagli appassionati appartengono, fra gli altri, ai generi Pseudotropheus (Malawi), Lamprologus, Neolamprologus, Altolamprologus, Telmatochromis (Tanganica). Cosa sono le "stazioni di pulizia" nelle barriere coralline?
I pesci marini di grosse dimensioni sono spesso infestati da parassiti esterni, in particolare all'interno della bocca e delle branchie, che gli possono procurare anche notevoli danni. Nel "reef" essi sono liberati da tali parassiti grazie all'opera di altri piccoli pesci, Labridi ma anche Pomacantidi, e di alcuni gamberetti (Stenopus hispidus, ad esempio). Ciò avviene in particolari punti della barriera, chiamati "stazioni di pulizia", in cui si può assistere allo spettacolo di cernie o carangidi, disciplinatamente in fila, in paziente attesa del proprio turno di "ripulitura".

Perché i pesci chirurgo hanno questo nome?
Gli Acanturidi, noti anche come pesci chirurgo, popolano i mari tropicali di tutto il mondo, vivendo in genere in folti branchi. Il loro nome comune deriva dalla presenza, su entrambi i lati del peduncolo caudale, di uno stiletto corneo che, a riposo, è alloggiato all'interno di una tasca cutanea, ma all'occorrenza può essere eretto con la punta rivolta in avanti. Le ferite provocate da questo "sperone" sono particolarmente dolorose, poiché infettate da una secrezione velenosa prodotta da apposite ghiandole dell'animale.

Perché i pesci di mare non sopravvivono nell'acqua dolce e viceversa?
Sia i pesci d'acqua dolce sia quelli marini hanno, nel loro corpo, un grado di salinità appropriato rispetto all'habitat in cui vivono. Durante la respirazione, l'acqua penetra dalla cavità boccale, fuoriuscendo dalle fessure branchiali, dopo aver ceduto ossigeno al sangue attraverso le branchie. Qualora il grado di salinità tra l'interno e l'esterno, fosse nettamente diverso, come nel caso di un pesce d'acqua dolce messo in mare, per osmosi la soluzione salina contenuta nell'animale e quella dell'acqua tenderebbero ad equilibrarsi, causando uno squilibrio, che provocherebbe la morte del pesce stesso. Esistono, peraltro, delle specie denominate eurialine, che riescono a adattarsi a rapidi e drastici cambiamenti della salinità, riuscendo a vivere in mare, nelle acque dolci e in quelle salmastre, indifferentemente.

Che cos'è un pesce "cuculo"?
E' chiamato così Synodontis multipunctatus, un pesce gatto africano che vive nel lago Tanganica. Il nome è dovuto all'abitudine di deporre le proprie uova, nella cavità orale di Ophthalmotilapia nasuta, un Ciclide che svolge tale particolare tipo d'incubazione, approfittando dello stato semiletargico notturno del suo ospite. Una volta nati, i piccoli pesci gatto, le cui uova si sviluppano molto più rapidamente di quelle del Ciclide, divorano i giovani Ophthalmotilapia, così come il nidiaceo di cuculo uccide gli uccelli presenti nel nido dove è stato deposto l'uovo da cui è nato.

Esistono pesci che possono vivere fuori dell'acqua?
Si, appartengono al genere Periophtalmus, e vivono nell'ambiente salmastro delle mangrovie o alle foci dei fiumi, nella fascia dei tropici. Passano buona parte del loro tempo all'asciutto, anche se in ambienti caratterizzati da un alto tasso di umidità, respirando grazie ad una piccola quantità d'acqua che immagazzinano in due sacche golari poste ai lati della testa. Un altro adattamento a questa singolare vita "anfibia", è rappresentato dalle pinne ventrali trasformate in arti, con cui questi pesci compiono brevi spostamenti sulle distese di fango e sui rami emergenti dall'acqua, dove si muovono in caccia di cibo. Anche alcuni Blennidi, le comuni "bavose" dei nostri mari, possono passare brevi periodi all'asciutto.

Cosa sono gli "incubatori orali"?
Si tratta di pesci, anche marini ma, prevalentemente d'acqua dolce, che conservano nella cavità orale le proprie uova e, in alcuni casi, anche i piccoli avannotti, fino al raggiungimento della loro indipendenza alimentare. Tale comportamento è piuttosto comune in un gruppo di pesci d'acqua dolce molto amato dagli acquariofili, i Ciclidi, in particolare quelle specie che vivono nei grandi laghi africani (Tanganica, Malawi, Vittoria). In alcuni casi è solo la femmina a conservare nella propria bocca uova o piccoli, in altri sono entrambi i partner a proteggere la propria prole in questo modo. Anche nel mare Mediterraneo esiste un incubatore orale. Si chiamo Apogon imberbis, più conosciuto col nome comune di Re di Triglie, e vive a profondità anche modeste, in genere in grotte o comunque all'interno di tane o spaccature della roccia.

Perché i pesci delle barriere coralline sono così colorati?
Il reef corallino è caratterizzato da un'altissima biodiversità e concentrazione di forme di vita. In un ambiente così sovraffollato, i pesci che lo popolano hanno la necessità di delimitare vistosamente il proprio territorio, difendendolo dalle intrusioni degli appartenenti alla propria specie. In questo senso, una livrea vivace e dal disegno caratteristico, ha la funzione di una vera e propria "bandiera", sventolata per tenere a distanza possibili concorrenti alimentari o sessuali.

I pesci bevono?
Si, ma solo quelli marini. Questi animali, infatti, hanno bisogno, per contrastare la tendenza dei loro tessuti, meno "salati" del liquido che li circonda, a cedere acqua per osmosi, di assumerne in grandi quantità, appunto bevendola. Contemporaneamente, però, sono costretti ad eliminare i sali in essa contenuti, e ciò avviene mediante i reni e delle speciali ghiandole poste nelle branchie.

I pesci sentono gli odori?
Si, e la loro capacità di farlo è spesso veramente incredibile. Alcuni studi hanno stabilito che un'anguilla può distinguere la presenza di tre milligrammi di alcool beta-feniletilico disciolto in un miliardo di tonnellate d'acqua. Trasportandola in campo visivo, tale sensibilità corrisponderebbe, nell'uomo, a quella di un individuo capace di scorgere la fiamma di un accendino alla distanza di cento milioni di chilometri!



RETTILI

E' vero che alcuni Sauri schizzano contro i nemici il proprio sangue?
Alcune specie di lucertole cornute, appartenenti al genere Phrynosoma e diffuse negli Stati Uniti sudoccidentali fino al Messico, si difendono dai predatori provocando volontariamente la rottura di un vaso sanguigno dell'occhio. Il getto di sangue, di alcuni centimetri, che ne deriva, è diretto contro l'aggressore, ad esempio un coyote, il quale, sconcertato, generalmente si allontana dalla sua potenziale preda e difficilmente proverà più a nutrirsene. Esistono lucertole velenose?
Se per lucertole intendiamo appartenenti al gruppo dei Sauri, si. Heloderma sospectum vive nelle zone desertiche degli Stati Uniti, mentre H. horridum si spinge, con il suo areale, fino al Guatemala. I loro denti scanalati inoculano, durante il morso, un potente veleno prodotto da alcune ghiandole poste nel labbro inferiore. Tale veleno è capace di causare gravi danni anche all'uomo, e di uccidere rapidamente i piccoli mammiferi di cui si nutrono.

Perché il pitone palla ha questo nome?
Python regius, noto appunto come pitone palla o reale, vive nelle foreste e nelle savane delle coste dell'Africa occidentale. Il suo nome comune deriva dal fatto che questo serpente, quando è minacciato, attorciglia il proprio corpo fino appunto a formare una palla, nel cui centro nasconde la testa.

E' vero che gli anfibi respirano con la pelle?
Solo alcune specie (ad esempio i Geotritoni), che sono prive di polmoni. Negli altri la pelle, ricca di vasi sanguigni, ben permeabile e costantemente umida, è in ogni caso un importante organo respiratorio, che integra i polmoni, la cui funzionalità, a causa della mancanza di cassa toracica e quindi di un efficace movimento, è piuttosto scarsa

Perché i serpenti tirano continuamente fuori la lingua?
In questi animali la lunga lingua bifida rappresenta un sofisticato organo gustativo. Tramite essa le particelle odorose presenti nell'ambiente esterno, sono raccolte e trasmette all'organo di Jacobson, due cavità situate nella parte anteriore del palato del rettile. Tale organo è in diretto contatto con il bulbo olfattivo del cervello, che le elabora. Si può dire, quindi, che i serpenti "annusano" tramite la lingua, che svolge anche più limitate funzioni tattili e gustative.

Quanto può vivere una tartaruga?
Dipende dalle specie, ma in generale si tratta di animali piuttosto longevi. In natura la loro vita media non supera i 35 anni, ma alcuni esemplari possono tranquillamente raggiungere e superare i 50. In cattività, al contrario, dove mancano i loro predatori naturali, tale limite, soprattutto nel caso delle tartarughe di terra, come le gigantesche testuggini giganti delle Galapagos (Geochelone nigra), si allunga notevolmente, potendo arrivare ad oltre 100 anni.

E' vero che il sesso di alcuni rettili dipende dall'ambiente?
Si, ad esempio nelle tartarughe marine, la profondità cui la femmina seppellisce le uova nella sabbia, e quindi la temperatura cui esse saranno naturalmente incubate, determina il sesso dei nascituri. Quelle deposte più in superficie, esposte a temperature maggiori, daranno origine a tartarughine femmine, le altre maschi. Un meccanismo simile controlla la determinazione del sesso anche nei coccodrilli.

E' vero che alcune rane partoriscono dalla bocca?
Si, si tratta di piccole rane, non più lunghe di 5 cm, che vivono nelle acque interne dei monti del Queensland, in Australia ed appartengono al genere Rheobatracus (R. silus e R. vitellinus). In entrambe l'incubazione delle uova e lo sviluppo dei girini avviene nello stomaco materno, trasformato in uno "pseudo utero". I girini, che secernono uno speciale ormone che li protegge dalla secrezioni acide delle pareti gastriche, una volta sufficientemente cresciuti sono letteralmente "sputati" dalla femmina fuori della bocca, a distanze che possono raggiungere i 60 cm.

Qual è il rettile più grande del mondo?
Il primato in fatto di lunghezza spetta probabilmente all'Anaconda (Eunectes murinus), l'enorme serpente acquatico che vive nei fiumi dell'America meridionale tropicale. E' stata documentata la cattura di diversi esemplari superiori agli 11 m, anche se notizie di fonte meno certa, parlano di Anaconda lunghi 16-18 m. Se vogliamo considerare, oltre alla lunghezza, anche la stazza, il coccodrillo marino (Crocodylus porosus), che popola le acque salmastre e costiere asiatiche e australiane, è considerabile, con i suoi 9 metri, il più gigantesco rettile attualmente vivente sulla Terra.

Come riescono gli incantatori di serpenti indiani a far danzare i cobra?
Pur essendo il cobra sordo, riesce a percepire perfettamente le vibrazioni trasmesse dal suolo. L'incantatore, battendo il piede per terra, costringe il serpente ad uscire dal cesto in cui è trasportato, e a porsi in posizione difensiva. I movimenti del flauto, e non il suono, che l'animale non può udire, gli fanno credere di fronteggiare un nemico, che tiene sotto controllo, ondeggiando al suo stesso ritmo. Se l'incantatore si avvicina troppo, il cobra, spaventato può attaccarlo (a molti degli animali è, peraltro, tolto regolarmente il veleno). Se al contrario, si mantiene ad una distanza eccessiva, il serpente considera passato il pericolo e si ritira nel suo rifugio. Lo stimolo causato dal soffio d'aria prodotto dallo strumento musicale, permette all'ammaestratore di mantenere il rettile in una stato di costante attenzione, prolungando lo spettacolo.

E' vero che esiste una lucertola capace di camminare sull'acqua?
Si, e il Basilisco (Basiliscus plumifrons), un Iguanide che vive nelle foreste e lungo i fiumi dell'America meridionale tropicale. Può raggiungere i 70-80 centimetri di lunghezza, compresa la coda che da sola rappresenta i due terzi dell'intero corpo, e la sua caratteristica è di riuscire a correre, anche per alcune centinaia di metri, sull'acqua, alzandosi sulle zampe posteriori, in una posizione semi eretta, con la lunga coda a fargli da bilanciere. Anche se per brevi tratti, con questa bizzarra andatura riesce a raggiungere gli 11 km orari.

Come fanno i gechi ad arrampicarsi anche sul vetro?
Sotto le zampe di questi rettili, presenti con alcune specie anche in Italia, vi sono migliaia di sottilissime setole, circa 5000 per millimetro quadrato, per un numero complessivo di circa mezzo milione per zampa, ognuna delle quali è divisa in numerose microscopiche ramificazioni, da 400 a 1000, chiamate spatule. Tali ramificazioni sembrano agire come un vero e proprio "adesivo molecolare", sviluppando, quando l'animale cammina, una forza di adesione pari a dieci atmosfere. Quando il geco rilascia la zampa, le setole assumono un angolo critico che permette il distacco dal terreno dell'arto. Gli scienziati che hanno studiato tale meccanismo, ritengono che, attualmente, l'uomo non abbia le necessarie conoscenze tecnologiche per poterlo imitare.



PICCOLI ANIMALI

Quale piccolo mammifero partorisce il maggior numero di cuccioli?
Il primato di prolificità è detenuto dall'Opossum (Didelphis marsupialis), un marsupiale diffuso negli Stati Uniti e nel Messico. Le sue cucciolate sono composte, in media, da 25 piccoli, ma possono arrivare a 27. Lo segue un insettivoro del Madagascar, il Tenrec o Riccio Maggiore (Setifer setosus), con 22, e il comunissimo Criceto dorato (Mesocricetus auratus), che mediamente partorisce 11 piccoli.

Perché, in alcuni mammiferi, i cuccioli sono autosufficienti e in grado di muoversi pochi minuti dopo essere nati, e in altri ciò non accade?
I primi sono, in genere, quelli appartenenti al gruppo degli erbivori, che devono da subito essere in grado di sfuggire ai predatori. Per i carnivori, i cui cuccioli sono difesi e accuditi dai genitori, questa necessità è meno impellente, tanto che possono rimanere nella propria tana anche 2-3 mesi..

E' vero che esiste un topo che perde la coda come le lucertole?
Si, si tratta del topo quercino (Elyomys quercinus), un piccolo roditore che vive nei boschi del nostro paese. Quest'animale ha la particolarità, nella fase giovanile della sua vita, di riuscire tranquillamente a sfilarsi la pelle della coda, lasciandola in bocca all'aggressore e riuscendo, così, a darsi alla fuga. La coda non ricresce, e l'animale generalmente si automutila, troncandolo con i denti, il piccolo tratto di colonna vertebrale messo a nudo, senza che, peraltro, questo gli apporti gravi danni o sofferenze.

Qual'è il mammifero che partorisce i piccoli più piccoli?
Il record assoluto è detenuto da alcuni microscopici topi marsupiali, appartenenti al genere Antechinus. Le femmine di questi animali mettono al mondo fino ad una decina di piccoli, che pesano ciascuno, alla nascita, solo un sedicesimo di grammo.

 
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